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I ritmi di vita contrari all’orologio biologico favoriscono il fumo
Le persone che iniziano a fumare potrebbero farlo a causa del fatto che si svegliano troppo presto al mattino. Si tratta di uno soltanto dei sintomi di un orologio biologico non adeguato, una condizione definibile come “jet-lag sociale”, essendo simile nei sintomi a quei disturbi (jet-lag) che si accusano quando si viaggia fra zone con fusi orari diversi. Questa condizione potrebbe affliggere circa la meta´della popolazione,
Till Roenneberg e i suoi collaboratori della UNiversita´Maximilian di Monaco hanno usato questionari per intervistare piu´di 500 volontari e stabilire il loro “cronotipo”. Cosi´come altri studi precedenti avevano mostrato, anche loro hanno potuto stabilire che la maggior parte degli intervistati preferisce dormire fra le 00.30 e le 8.30, nonostante esistano molti tipi diversi di cronotipo.
Secondo gli autori, questo tipo di ritmo biologico, che e´ in gran parte determinato geneticamente, non corrisponde agli orari di lavoro di molti. Nonostante l´esposizione alla luce del sole puo´consentire alle persone di adeguarsi anche al piu´innaturale dei ritmi, molti degli impiegati d´ ufficio non sono abbastanza esposti alla luce naturale. Quasi meta´della popolazione vivrebbe in uno stato continuo di jet-lag, in quanto l´orologio biologico e´permanentemente fuori sintonia con gli orari di lavoro (Chronobiology International, vol 23, p 497).
Gli autori hanno anche studiato la percentuale di coloro che fa uso di “stimolanti” ed hanno constatato che e´piu´probabile che coloro che si trovano in questa situazione di jet-lag sociale siano fumatori. Solo il 10 % di coloro che vivono nei limiti del proprio orologio biologico (con piu´ o meno una ora di differenza) e´ fumatore, mentre il 70 % circa di coloro che vivono con 7 ore di jet-lag sociale e´fumatore. In definitiva coloro che vivono in contrasto con il proprio orologio biologico naturale e´piu´probabile che diventino fumatori.
Secondo Jim Horne, un esperto del sonno all´Universita´di Loughborough in Gran Bretagna, questi risultati potrebbero pero´essere causati anche da altri fattori, quali altre abitudini della vita sociale (quali consumo di alcool) associate a quel tipo di persone.
Roenneberg mette anche in evidenza che queste persone con jet-lag sociale non fumano piu´degli altri, percio´e´improbabile che il fumo li aiuti a rimanere svegli; semplicemente e´piu´probabile che inizino in primo luogo a fumare. Inoltre questo potrebbe spiegare perche´molti dei fumatori iniziano a fumare quando sono molto givani, infatti nei giovani il ritmo imposto e´ancora meno adeguato al ritmo biologico. Una possibile soluzione a questo problema potrebbe essere quella di adottare orari di lavoro flessibili e di usare lampade a raggi ultravioletti di mattina, quando e´ancora buio, per far adattare il corpo alla routine innaturale.
Dal numero 2545 della rivista New Scientist, 30 Marzo 2006, page 17
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